Gabriele Francolini, meglio conosciuto come EL SALSERO, nasce a Fano

 

 

 

Nel 1990 vede un video di lambada e rimane molto colpito dai corpi dei ballerini che si fondono in un ritmo molto sensuale.
Casualmente incontra un coreografo venuto da Santo Domingo, William Catano,che ha appena aperto una scuola di balli caraibici e si iscrive ad un suo corso. Da li comincia l'amore per questi ritmi latini.

 

 


La passione diventa sempre più forte fino a che decide di trasmettere ad altri l'emozione che gli suscita il ballo insegnando privatamente.
Successivamente riesce a creare dei gruppi di ballo sempre più numerosi.

Per gioco comincia anche a fare il dj . Forma un gruppo di animazione latina con Willy Coly di Dakar, Elaine dal Brasile e Rafael Martinez di Santo Domingo. Un successone!.

Le serate di animazione sono molto richieste. Nel frattempo continuano le lezioni private e, poiché le persone che vogliono imparare a ballare sono sempre più numerose, decide di fondare una vera e propria scuola di ballo.
Oltre ad avere anni di studio alle spalle ha anche programmi di ballo differenziati : Salsa Cubana, Merengue, Bachata, Rueda de Casino, Salsa Portoricana.

Inoltre, studiando musica cubana con le congas e la clave , fa lezioni di ritmica agli allievi per far apprendere questo tipo di musica molto diversa da quella europea.

 


La formula vincente del Salsero e della sua compagna Elisa non è fatta solo della loro professionalità ma consiste anche nel formare gruppi di amici con la stessa passione, organizzare feste e tour danzanti in giro per l'Italia.
Insomma EL SALSERO è sempre alla ricerca dell'allegria e della positività.

 

SALSA

Su luogo e data di origine non ci sono dubbi: la salsa è nata a Cuba agli inizi del 1900. Deriva dal Son, ma recepisce elementi importanti da altri balli, quali bolero, merengue, guaracha, conga, cumbia, rumba. Rispetto al Son accelera il ritmo pur mantenendo la funzione di danza di corteggiamento. Il ritmo sincopato è presente fin dalle origini; mentre col passare degli anni è aumentata l'accelerazione dello stesso e sono state inserite decine di figure recepite da altre danze. Oltre i normali strumenti di percussione utilizzati per altri balli cubani, in soccorso della salsa sono intervenuti, negli ultimi tempi, moderni strumenti quali chitarre elettriche, batterie e pianole.La salsa è quindi una danza storicamente consolidata: è denominata caraibica perchè riconducibile alle tradizioni musicali di molti paesi del Centro e del Sud America. Ma le costruzioni stilistiche che oggi interessano tale danza derivano da vari paesi e da varie culture, USA in testa. Proprio per questo motivo, è più acceso e più attuale che mai il dibattito circa la necessità di sottrarre la salsa alle manie di contaminazione. C' è chi la vorrebbe riportare alla spontaneità e alla improvvisazione delle origini. C'è chi sostiene che così facendo, la salsa si ridurrebbe ad essere un prodotto del folklore caraibico, sia pure significativo, ma senza respiro internazionale. Sul significato del termine salsa c'è poco da dire o da inventarsi. Nella lingua spagnola tale termine, che è di genere femminile, ha lo stesso significato culinario che ha nella nostra lingua: salsa, intruglio (La salsa blanca per gli spagnoli è la besciamella). Qualche dizionarista (Giacomo Devoto - Giancarlo Oli), precisa che in relazione alla danza, proprio nel rispetto dello spirito della stessa, si può dare il significato di 'salsa piccante'. Ed infatti siamo in presenza di un ballo che non vuol essere (e non è) una salsa qualsiasi. Essa rappresenta la miscela più esplosiva che si potesse creare dei tanti significativi elementi caraibici e latino-americani, in fatto di musiche e di figure coreiche. Pertanto, la parola e il concetto di salsa non possono che associarsi alla connotazione di un insieme di ingredienti forti, il cui sapore lascia traccia. Nel delineare la storia della salsa non si può non fare riferimento al processo relativo al suo rilancio come genere musicale e come danza. Poichè la ricostruzione di tale processo non è univoca, riporto di seguito i principali indirizzi. C'è anche un problema, non secondario, relativo alla sempre più accentuata divaricazione dei metodi e delle tecniche di esecuzione, che tratto in un paragrafo a parte intitolato IL TEMPO DELLA... CLAVE · Secondo qualche studioso l'operazione 'salsa' è da considerarsi tipicamente americana e risale agli anni '40, quando alcuni musicisti di New York misero assieme elementi musicali latino-americani e nord-americani. Con l'espressione salsa metropolitana fu lanciato un genere musicale eterogeneo che rappresentava una sintesi di ritmi latini, africani, jazz e blues. In realtà si trattava di un particolare modo di fare musica che spontaneamente si era affermato, nel corso di alcuni anni, nel quartiere latino El Barrio, popolato da cubani, spagnoli, colombiani, panamensi, ecc. Alcune case discografiche intuirono in quel tipo di musica un qualcosa di significativo che potesse essere confezionato come valido prodotto commerciale. Si creò un vero e proprio filone musicale. Tale filone conobbe periodi di successo alternati a pause di silenzio; ma non fu mai abbandonato. Negli anni sessanta e settanta raggiunse livelli di grande popolarità. · Altri commentatori sostengono che da Cuba è partita nel 1960 una campagna di lancio della salsa che come musica e come ballo già apparteneva alla tradizione locale. La salsa, secondo costoro, sarebbe stata presentata come una forma artistico-musicale alternativa e in contrapposizione al jazz americano. Gruppi di emigrati cubani portarono la salsa a New York tra il 1960 e il 1970. E proprio negli USA si ebbe il primo grande successo di questo genere musicale: da lì prese le mosse la sua espansione verso i mercati dell'America latina e verso l'Europa. · Marlon Giuri e Simona Griggio (LA STORIA DEI BALLI) affermano che "la parola salsa era già usata da Ignacio Pineiro negli anni venti e indicava genericamente la musica da ballo cubana e portoricana".· REGAZZONI GUIDO - ROSSI MASSIMO ANGELO - MAGGIONI ALESSANDRO affermano che "negli anni '20, la parola salsa indicava già una danza di origine cubana che aveva la caratteristica di essere un ballo lento di corteggiamento, dove i ballerini si toccavano appena ed eseguivano alcuni volteggi" (L'abc del ballo moderno, Milano, Mondadori, 1997).La Salsa ha conosciuto due stagioni di successo:1. Quando essa fu rielaborata negli USA, attorno al 1970, e di qui lanciata sugli altri mercati, andava forte la versione caliente. Fu proprio grazie all'aggressività del ritmo che richiamava qualcosa di primitivo, che si impose prepotentemente, nonostante la particolarità di un'epoca molto fluida in campo musicale. Dopo un discreto successo durato alcuni anni, si è avuto un raffreddamento di interessi per questo genere. 2. E' tornata alla ribalta nel 1997-98, sia nella forma forte che nella forma moderata e romantica, conquistando molti fans fra i giovani americani ed europei. Per questo motivo, in molti libri salsa cubana e salsa portoricana sono trattate separatamente.La SALSA è inserita, assieme a MERENGUE e MAMBO, nella disciplina italiana denominata DANZE CARAIBICHE, secondo l'articolazione voluta dalle Associazioni dei Maestri di ballo che costituiscono il CIDS. La FIDS, invece, ha istituito la disciplina BALLI SUDAMERICANI, aggiungendo alle tre danze suddette Bachata e Rueda. La IDO (International Dance Organization) inserisce i tre balli Mambo, Merengue, Salsa nel gruppo DANZE TRADIZIONALI INTERNAZIONALI, assieme ad altre danze (vedi settore IDO&WRRC).

 

BACHATA

La bachata è nata a Santo Domingo nei primi decenni del ventesimo secolo (1900-1930), fra la povera gente e negli ambienti della prostituzione, come danza e musica di rifugio, rispetto alle durezze della vita. I testi della bachata erano storie di vita vissuta, spesso a contenuto amoroso e sessuale. Con l'accompagnamento di maracas e chitarra a tre corde, o di fisarmonica e guiro, la bachata era anche usata per le dichiarazioni 'pubbliche' d'amore, una specie di serenata caraibica cara ai giovani contadini di allora. Le movenze del relativo ballo apparivano oscene e volgari: i partners stavano in permanente contatto, con i corpi l'uno contro l'altro, per tutta la durata del brano, tranne rarissime eccezioni. In tale posizione, la coppia si muoveva dondolando, marcando il quarto battito di ogni battuta musicale con equivoci colpi d'anca. Nella bachata delle origini non esistevano tante figure: si doveva stare abbracciati, perchè proprio quello voleva il ballo. Per questo motivo, la danza era invisa alla borghesia, ed era osteggiata dalle autorità. Per diversi decenni, la bachata, snobbata dalle classi dominanti e medio-alte, è riuscita a sopravvivere nelle usanze del popolo basso, che comunque vi percepiva una naturale facilità/possibilità di identificazione. Il ritmo romantico di tale musica e le connesse figure di danza conquistavano inevitabilmente le persone abituate a vivere di stenti e di speranze. L'amore, forse, serve più ai poveri che ai ricchi, non fosse altro che per la sua capacità di lenire i dolori... quando non ne generi di specifici. La bachata non sarebbe diventata famosa se non fosse stata scoperta e rilanciata da grandi musicisti ed interpreti. La storia, nel bene e nel male, è fatta sempre da quelli che contano. Juan Luis Guerra intuì la dolcezza di questo genere musicale e gli dedicò un album: Bachata Rosa. Attraverso la sua mirabile maestria applicata a melodie delicatissime, il mondo ha scoperto la bachata. In verità, a partire dagli anni 80, i media dominicani avevano riportato alla luce, in una cornice di positiva rivalutazione, questa tradizione popolare che veniva da lontano. Tanto che molti cantanti e gruppi autoctoni se ne fecero interpreti nelle loro tournèe inter-regionali (Rodriguez, Segura, Vargas, Santos, Rosendo, Bueno). Ma musica e danza restavano un fenomeno interno. Con J. L. Guerra la bachata fu introdotta nei circuiti internazionali. Nonostante siano stati prodotti anche brani veloci di bachata, la relativa danza è legata esclusivamente a basi musicali lente. La bachata infatti è, per definizione, un ballo lento (28_35 battute al minuto) che in qualche modo somiglia al bolero cubano. Essa è nata da una sintesi di vari elementi (beguine, danzon e son), successivamente rielaborati secondo gusti europei. L'influsso prevalentemente spagnolo e francese è confermato dalla assenza o dalla scarsa presenza all'interno della bachata delle sonorità tipicamente africane. La sua catalogazione fra le danze caraibiche si giustifica in virtù dei luoghi di origine. Rispetto ai ritmi veloci di mambo, salsa e merengue, rappresenta la parte malinconica e triste della cultura caraibica: perchè dovunque, per la gente comune, le storie di vita sono anche storie di lacrime amare. E le stesse storie d'amore presentano, spesso, il doppio versante di gioie e di dolori. La bachata, anche negli arrangiamenti e negli adattamenti moderni, più vicini alla nostra sensibilità, ha mantenuto quasi sempre il contenuto amoroso, lungo la duplice direttrice di sesso e sentimento. La sua diffusione in Europa, a partire dalla metà degli anni '80, è dovuta anche ai numerosi gruppi di dominicani che si sono trasferiti nel nostro continente per motivi di lavoro. Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche di questo ballo, ho registrato almeno due impostazioni: 1. La prima, sostenuta da istruttori e teorici dominicani, vuole una bachata fedele allo spirito delle origini: una danza senza troppe figure e complicazioni, senza appesantimenti coreografici. Il ballo deve essere un cullarsi amorevolmente, al suono di una musica che ispira sogni proibiti ma legittimi. La danza va eseguita partendo dal secondo battito musicale (*). La figura di base consiste in una camminata avanti e indietro, a piccoli passi. Non è opportuno inserire saltelli, elevazioni, rotazioni veloci e figure tipiche di mambo e salsa. 2. La seconda, tipicamente europea, propone una danza composita e ricca di figure. Per stare sul mercato, la bachata deve concedersi allo spettacolo e alle esigenze di una coreografia minima, che la renda fruibile dal punto di vista dello spettatore. A tal fine si mutuano dai più veloci ritmi di mambo e merengue figure e passi compatibili.

 

La Rueda

La Rueda Durante gli scorsi anni ’50 a Cuba esisteva una danza popolare - alcuni la definivano una mania - che era ballata nelle strade, nei clubs e nelle case della gente comune. Era chiamata CASINO RUEDA o RUEDA DE CASINO, CASINO EN RUEDA oppure semplicemente RUEDA Rueda significa ruota, circolo. Casino ha due significati differenti: circolo e casinò. A Cuba, negli ambienti della danza, il termine Casino è usato diffusamente per indicare specificamente la salsa cubana: Casino, quindi, è uno stile di salsa. Sempre a Cuba, Casino rueda è una espressione che indica il ballo di gruppo in genere su disposizione circolare. Le tante varianti di Rueda - lo scambio di partners in circolo - affondano le proprie radici nell’epoca coloniale; probabilmente nacquero da una "mezcla", da un mix costituito da Danze della Corte Francese (portata a Cuba dagli abitanti di Haiti) e da movimenti degli indigeni Afro-Cubani. Con l’emigrazione Cubana verso gli Stati Uniti la cultura Cubana è in quei luoghi esplosa diventando progressivamente sempre più popolare. L’originalità della Rueda, la sua unicità, è dovuta al fatto che viene ballata in circolo, in "ruota" con un unico gruppo di partecipanti che ruotano in tondo, scambiandosi rapidamente i partners, ed eseguendo altre complicate figure - qualche volta, ad esempio, girando come tante piccole ruote dentro la ruota "maestra" - e tutto, ovviamente, a tempo di brani di salsa sovente dal ritmo frenetico. Ogni movimento, detto "chiamata", ha un nome, ed è compito della "madre", così definita, ovvero del leader della Rueda, dare i comandi, spesso in veloce successione. Molte figure hanno anche segnali manuali oltre ad un nome, affinché la "madre" riesca a dare i comandi anche se in sala c’è molto rumore ed il volume della musica è molto alto. La Rueda può essere piccola, composta da sole due coppie, oppure tanto grande quanto il locale lo può permettere - persino un centinaio di coppie! Quando si balla la Rueda, si crea una nuova dinamica di gruppo. Quello che non può essere definito quando la si balla , è "il livello" necessario per avere un gruppo che vada bene, che sia coreografico da vedere e divertente da eseguire! I ballerini imparano ad espandere i loro obiettivi di crescita, la loro visione a volte limitata all’esecuzione di figure standard quando si balla da soli o in coppia. Con la Rueda si impara a coordinare e raffinare lo stile ed il senso del ritmo per farla riuscire al meglio. Quando tutto questo avviene, è veramente molto eccitante! Si sviluppa una vera e unica armonia di gruppo, tanto da riuscire a sentire tutta la ruota fluire e rifluire, e "respirare" nella meravigliosa musica AfroCubana/LatinoAmericana. Il risultato è una strepitosa forma di danza, divertente sia da BALLARE che da GUARDARE! Ma che musica si deve scegliere per ballare la Rueda? Tutto quello che normalmente si sceglie per ballare la Salsa Sono differenti il tempo o i passi? Il tempo è lo stesso della Salsa (veloce, veloce, lento). Il passo base, però, si differenzia leggermente quando si resta "fermi" in cerchio. Per ballare la Rueda è necessario saper ballare la Salsa? SI!!! Anche se qualcuno cerca di imparare la Rueda partendo da zero.. bisogna imparare le basi della Salsa per poter ballare la Rueda.

MERENGUE

L'origine del Merengue


Il Meréngue è la danza nazionale della Repubblica Dominicana. Basta camminare lungo l'Avenida George Washington, una delle vie più caratteristiche di Santo Domingo, chiamata comunemente El malecòn, il lungomare, per rendersi conto di come tutta la vita di questo paese si svolga al ritmo travolgente di un Merengue.

In tutto il paese, la gente lavora al ritmo "mereguoso " proveniente da gigantesche radio.

Il Merengue e la Repubblica Dominicana sono una straordinaria dimostrazione di come la musica possa non solo far parte della tradizione popolare di un Paese, ma addirittura esserne la vera anima.

Si racconta che il Merengue nacque intorno al 1550 quando gli schiavi provenienti dall'Africa tagliavano le canne da zucchero legati da una lunga catena, e per muoversi erano costretti a trascinare una gamba, spesso al ritmo di un tamburo.

Altri raccontano invece un'altra leggenda secondo la quale un grande eroe, ferito ad una gamba durante una delle tante rivoluzioni combattuta dagli indigeni contro i conquistatori spagnoli, giunse in un villaggio e fu accolto trionfalmente. In suo onore si organizzarono grandiosi festeggiamenti. Osservando l'eroe ballare trascinando la gamba ferita, tutti gli abitanti del villaggio per solidarietà ballarono trascinando un piede.

Tuttavia gli studiosi ritengono che la danza del Merengue esisteva sin dai primi anni della Repubblica Dominicana, tanto che nella vicina isola di Haiti si ballava una danza simile chiamata Meringhe. Però è anche possibile che la danza dominicana abbia preso il nome da un locale dolce caratteristico, il merenghè, fatto di zucchero ed albume di uovo, leggero e spumeggiante proprio come il carattere della danza.

Oggi il Merengue è ballato ovunque, dall'America all'Europa, grazie anche alla facilità di apprendimento dei suoi passi fondamentali.

 



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